Perché visitare…Cartosio?

cartosio

Buongiorno,

eccomi di nuovo qui per continuare il progetto Insiders ideato da Silvia del blog Trippando.

Questo mese il tema è più profondo e personale rispetto al primo in cui abbiamo dovuto indicare le 10 cose da fare e vedere nelle nostre città o paesi, se vi siete persi il mio articolo lo potete trovare qui TOP 10 CARTOSIO.

Adesso dobbiamo concentrarci sul perché visitare la nostra città senza fare troppo riferimento ai monumenti che ovviamente sono le cose principali quando si organizza un viaggio.

Ho pensato per questo motivo di coinvolgere anche gli altri abitanti del mio piccolo paese, proponendo loro di scrivere un pensiero sul perché visitare Cartosio come se fosse un luogo senza opere e monumenti.

 

Voglio partire da alcuni messaggi che mi sono arrivati per poi dire anche il mio pensiero.

La ragione principale che molti mi hanno espresso è per i paesaggi che la natura offre, è da qui che voglio iniziare a farvi capire quando è speciale il mio paese.

Pensando ai paesaggi che posso vedere intorno a me, mi viene subito alla mente il ricordo di quando ero bambina e con le mie amiche andavamo a giocare nei campi fioriti e nelle stradine sterrate, oppure facevo lunghe passeggiate, scaldata dai raggi del sole, con le mie nonne nei boschetti vicino all’Erro e nella campagna vicino a casa, raccoglievamo i fiori e le more, respiravamo aria pulita ed eravamo felici.

natura cartosio

Sempre quando ero piccola andavo spesso in bicicletta con mia mamma, era un momento speciale da trascorrere insieme quando non doveva andare al lavoro, vi dico tutto ciò perché per i veri appassionati c’è anche la possibilità di assistere alla gara di Enduro – Mountain bike denominata dei 3 Fiumi con percorso misto.

cartosio

Mi viene anche in mente come attività all’aperto la pesca, mi ricordo che mio papà da giovane quando aveva un pò di tempo libero andava con gli amici a pescare all’Erro… dico questo perché secondo me Cartosio è luogo di serenità ed attività all’aperto per grandi e piccini.

erro cartosio

Non dimentichiamoci del relax che può offrire la campagna, di un pranzo gustato all’aria aperta con il profumo delle piante ed il cinguettio degli uccelli.

Adesso il paese di Cartosio dispone di una piscina, ma prima si andava al fiume… io ho dei ricordi stupendi passati con i miei amici di infanzia.

cartosio erro

Una bellissima affermazione (arrivata per messaggio) che secondo me rappresenta l’essenza dei miei racconti precedenti è questa:

“Cartosio mi ha dato l’opportunità di ascoltare il silenzio della campagna, la pace dell’udito nelle giornate trascorse a raccogliere i funghi, ai merendini organizzati con gli amici… la NATURA da godersi in tutta tranquillità lontano dai rumori di auto o qualsiasi altra cosa che potesse disturbare”.

natura cartosio

Non c’è una stagione ideale per venire a scoprire le meraviglie di Cartosio, in inverno potete ammirare i paesaggi coperti di neve, in primavera i prati sono colmi di fiori colorati e profumati, in estate potete rilassarvi in piscina o perché no al fiume ed infine in autunno ci sono i funghi e l’ambiente marroncino e rossastro degli alberi che perdono le foglie, non so voi ma io lo trovo un momento nostalgico sì ma anche molto riflessivo.

Le sensazioni e le emozioni provate da un mio amico compaesano percorrendo i sentieri e le strade di Cartosio:

Le sette, fine giornata lavorativa, stanco appiccicoso e scarico… esco e respiro una boccata d’aria tiepida, profumata, vellutata… istantaneamente vengo invaso dalla voglia di prendere la mia bicicletta e uscire. Non so dove sto andando , ma parto, pedalo in questa sera di un giorno rovente, accarezzato da una strana brezza, gentile, delicata ,carica di energia… mi inerpico su di una salita poco trafficata, e inizio ad assaporare tutto quello che mi circonda, i colori delle argille rese ancor più rosse dai miei occhiali arancioni che tutto riscaldano, i rumori della sabbietta sotto le ruote di una strada desolata, la cicala che canta ininterrottamente, il campanello dei collari di un gregge di pecore, il mio respiro reso solo un po’ più veloce ma controllato. Assaporo tutti i profumi anche quelli che conosci e ti accorgi di non sentire, percepisco che la mente viaggia e i miei pensieri si susseguono …rimango un po’ indispettito perchè mi piacerebbe fissare questi voli pindarici e comprendo che un attimo dopo sono già volati via…vorrei scriverli registrarli, ma posso solo viverli e assaporarli appieno. Mi accorgo che i ragionamenti vanno esattamente alla mia velocità, non devo aspettarli ne rincorrerli, mi ronzano intorno come uno sciame di api… se accelerassi li perderei e se mi fermassi fuggirebbero via!!! Sento ogni parte del mio corpo e mi accorgo che i muscoli vorrebbero andare, aumentare il numero di giri, ma domino l’istinto… non voglio che la fatica intorpidisca questo momento. Sento il profumo dell’aria fresca che fuoriesce dal bosco di roveri… vedo la luce fioca del sole, che ormai stanca, traspare fra le nuvole e mi accorgo che è questa luce a stimolare questa mia strana attività mentale… si mi accorgo di questo quando nel passaggio in un posto buoi, sento il freddo inaridire la mia testa… no!!! Mi spavento, non voglio abbandonare questa sensazione, ma subito dopo il sole ricomincia a stimolare i miei pensieri. Ho incontrato persone e mi è sembrato assaporassero questo momento come stavo facendo io, ho visto i loro sorrisi, e la gentilezza di un saluto sconosciuto… volti segnati dall’età che mirano l’orizzonte lasciandosi ancora impressionare dalla semplicita del mondo. Mi guardo intorno e vedo che viviamo in un mondo iper tecnologico, ma quando riusciamo ad essere in sintonia con la natura ci sentiamo forti , completi, appagati!!! Sere così ne ho vissute poche, per questo ho cercato di fermare i miei pensieri con queste poche parole, anche se purtroppo, solo una minima parte delle sensazioni provate, sono finite in questo racconto…

A spasso sulla neve!!! Partito attrezzato di tutto punto, come Fogar quando ha conquistato il Polo Nord, abbigliamento tecnico, ciaspole e bastoncini degli anni 70, quando vado da solo non scherzo. Metto le ciaspole ai piedi e parto alla volta del rifugio Banca, nel primo tratto mi accorgo subito che la via è decisamente più agevole rispetto a qualche giorno fa, vuoi per l’effetto del gelo vuoi per il naturale compattamento della neve. Inoltre il primo tratto presentava già una traccia battuta da qualche escursionista nei giorni precedenti (io e Sandro).

Salendo di quota anche la neve incominciava a crescere e le ciaspole di conseguenza a sprofondare sensibilmente. La prima impressione è stata quella di camminare comunque su di un manto meno candido e pulito, in quanto il forte vento della mattina aveva spostato le ultime foglie appese agli alberi, adagiandole sull’ancora immacolato manto nevoso… Il paesaggio risultava molto meno Lappone, gli alberi si erano scaricati e affioravano bruni fra i frotti di neve.

Anche la superficie non era più immacolata ma solcata ,qua e la , dalle tracce della brulicante selvaggina. La vita si era risvegliata!!!Dopo poco impari a riconoscerli, i leprotti disegnano una strana traccia, superficiale ma definita, un impronta che ricorda molto una pera stilizzata, o ancora meglio un simbolo fallico. I caprioli invece si riconoscono dai balzi e a volte ,nella neve più alta, dal segno del codino all’insù. I cinghiali non puoi confonderli!!! lasciano una scia larga e profonda, dove risulta addirittura agevole camminare.

La vera sorpresa è arrivata giungendo sulla cresta della collina, l’ipotetica linea spartiacque che divide la nostra vallata da quella adiacente.

Qui, i copiosi venti avevano accumulato una quantità formidabile di neve, più di 150 cm con forme scolpite nel ghiaccio simili alle onde oceaniche. mi sentivo alla stregua di un surfista che galleggiava su un sottile strato ghiacciato. Camminando con estrema cautela e leggerezza la ciaspola restava in superficie e l’andatura ne traeva particolare beneficio. Purtroppo il passaggio in vetta è durato poco e rientrando nel bosco sono riaffiorate nuove difficoltà!!! Un ecatombe di alberi abbattuti , rami foglie e addirittura polvere sgretolata dalle pareti di roccia friabile esposta alle intemperie…

Ho visto di tutto ed ero a 1 km da casa mia…

Voglio concludere questo articolo così:

Il Monferrato è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale dell’ Unesco e noi che ci troviamo nell’Alto Monferrato cartosiano vi invitiamo a trascorrere delle giornate con noi tra natura incontaminata, buon cibo, amore per la tradizione con uno sguardo al futuro!

Grazie a tutti coloro che mi hanno inviato i loro messaggi e pensieri…

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