Ozein il granaio d’Aymavilles: la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

LO PAN NER. Aymavilles e il forno di Vercellod in Valle d'Aosta. Blog Tour AIFB

Ozein il granaio d’Aymavilles: la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Durante la manifestazione Lo Pan Ner – I PANI DELLE ALPI svoltasi in Valle d’Aosta lo scorso ottobre, ho preso parte all’accensione del Forno di Vercellod nel comune di Aymavilles.

Come vi ho già detto un sacco di volte è stata un’esperienza unica, che mi piacerebbe ripetere anche il prossimo anno.

Sono rimasta molto affascinata dall’amore che c’è dietro alla popolazione nell’organizzare questa tradizionale festa di paese.

Ognuno ci mette anima e cuore perché il tutto si svolga nel miglior modo possibile.

Se il presente l’ho potuto vivere, apprezzare e fotografare, come sarà stato il passato, quando tutto è nato?

La prima testimonianza che posso condividere con voi è una fotografia ritraente il Forno di Vercellod prima dell’intervento di restauro del 2007.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Ozein il granaio d’Aymavilles: la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Tra le varie attività della giornata, prima del Tour alla Cave des Onze Communes: la Cantina sociale, ho visionato la mostra “le pain quotidien de nos ancêtres” allestita all’interno della cappella di Vercellod curata da Emma Bochet e Nella Castellan.

Si è trattata di un’esposizione di attrezzi e fotografie legati alla tradizione de Lo Pan Ner.

Devo ammettere che probabilmente se l’avessimo visitata senza la “guida”, sarebbero bastati 5 minuti e non avremmo apprezzato fino in fondo la vera essenza di quello che era esposto.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Meno male che era presente la Signora Emma Bochet, con lei abbiamo chiacchierato a lungo, forse per più di un’ora, ma il tempo è davvero volato grazie ai suoi magnifici racconti.

Attraverso il suo immenso sapere ci ha letteralmente trasportati in un passato lontano, anzi lontanissimo, sconosciuto per noi ma alquanto affascinante.

Ozein, è la frazione del comune di Aymavilles dove tutto è iniziato, viene chiamato infatti il granaio d’Aymavilles.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Ozein il granaio d’Aymavilles: la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

È proprio in quei campi che negli anni passati veniva coltivata la segale, per la produzione del pane nero.

In Valle d’Aosta la coltura dei cereali  era diffusa fino al secondo dopoguerra.

Occupava quasi la metà della superficie coltivabile e i campi si estendevano sino a 2.000 m d’altitudine.

Segale e frumento erano le coltivazioni principali grazie sia alla loro maturazione precoce sia  perché  erano resistenti  al  freddo e alle erbe infestanti.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Per non impoverire i campi, si ruotavano le coltivazioni, alternando il grano con le patate o con un’altra tipologia di cereale (avena, orzo, mais).

La semina detta “a spaglio” perché fatta a mano, avveniva nel mese di settembre, mentre a luglio era tempo di mietitura (Fotografia qui sotto – 1970).

Il lavoro nei campi iniziava all’alba, quando la temperatura era meno caldo e c’era una buona percentuale di umidità, perfetta per legare meglio i covoni.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Ozein il granaio d’Aymavilles: la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Il trasporto nell’ aia avveniva a dorso di un mulo, di proprietà di due o più Signori, che a turno lo impegnavano nel lavoro dei campi.

La separazione del chicco dalla paglia veniva fatto in ampi spazi con la battitura delle spighe con il correggiato, lo fléyé, (coppia di bastoni, manico e battente).

Successivamente il grano veniva ammucchiato aiutandosi con una pala, mentre con il rastrello si radunava la paglia e venivano fatte le fascine.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Il grano veniva versato nell’ artse della segale, una grande madia con coperchio, in legno, dove rimaneva per circa tre mesi.

Il grano conservato veniva poi macinato nel mulino del villaggio e verso San Martino (11 novembre) si iniziava la panificazione, che poteva durare fino al periodo pre-natalizio.

Ogni villaggio era autonomo e aveva i suoi mulini ed i suoi forni.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

LO PAN NER. Aymavilles e il forno di Vercellod in Valle d’Aosta.

Il mio consiglio è quello di segnarvi già in agenda questa manifestazione che si tiene ogni anno in Valle d’Aosta, perché la tradizione non va dimenticata, ma scoperta e vissuta.

La popolazione di Aymavilles vi attenderà a braccia aperte e la Signora Emma Bochet sarà pronta a raccontarvi tutto quello che c’è da sapere sulla coltivazione della segale a Ozein.

Ozein il granaio d'Aymavilles la Mostra curata da Emma Bochet e Nella Castellan

Fonti:

I racconti di Emma Bochet

Lo Pan Ner: La Coltivazione dei Cereali

 

Lascia un commento